MORPHOSIS tra Materia e Coscienza
La mostra di Barbara Grossato Morphosis tra Materia e Coscienza permea il suo essere
all’interno di una meravigliosa ricerca in ambito artistico-filosofico sui concetti che stanno
alla base del pensiero critico occidentale: morphosis/forma, materia e coscienza. Tre
concetti che hanno una fondamentale potenza di significato e di interpretazione, e ci
permettono di comprendere nel più intimo l’arte e la mostra site specific che l’artista
realizza presso lo spazio Cento4 di Bergamo.
Cosa si intende per forma, materia e coscienza?
Quale è il loro legame alla luce della storia della filosofia?
Analizzando un etimo per volta, ci si imbatte in tutta la bellezza espressiva e comunicativa
delle parole e dei loro intrecci inesorabili.
Con coscienza si vuole mettere un focus sull’IO, sul soggetto che come affermerebbe il
filosofo Reneè Descartes, è “un io pensante”, che crea, fa, esiste grazie proprio alla sua
verve di raziocinio, di pensiero, di lògos dominante. Un IO che sigilla uno stimolante
legame tanto con l’artista di Rovigo, artifex delle sue opere pittoriche, bidimensionali,
scultoree e delle installazioni, quanto con noi fruitori della sua arte, che con sguardo
educato ci avviciniamo a tele di colore e superficie viva, a un groviglio di fili di metallo, che
pian piano va a districare il suo significato.
L’io dell’artista lascia spazio alle sue opere realizzate con tecnica e cura da mani abili e
metodiche, che creano, contorcono, intrecciano, avvolgono, raggomitolano, trasformano,
modificano ogni cosa.
I concetti di materia e forma, da sempre discussi dai grandi pensatori dell’Antichità, qui
trovano la loro massima rappresentazione visiva e la loro tangibile concretezza. La materia,
il metallo, la gomma, il filo, le rondelle, la carta, il cerchio bucato, vengono manipolati nella
loro versatilità funzionale per creare, per dare spazio alla forma e alle forme. Forme che
sono punti, linee, tratti segnici, aggregazioni organiche, piani, che convergono e si
organizzano, che cercano nuovi equilibri tra gravità e leggerezza, tra espansione e stasi.
La materia prende forma e si fa forma, che non può celare nulla, deve mostrare, svelare il
suo intreccio aggrovigliato che tende continuamente a estendersi come elementi organici
verso nuovi e lontani (ma non troppo) appigli.
Possiamo definire con materia l’essere in potenza di un qualsiasi elemento, che è
indefinito, privo di qualunque definizione spaziale.
La forma, invece, è il principio attivo, strutturale di una cosa, che è il solo a poter dare alla
materia la sua determinazione e precisa identità. Forma che gioca con i termini morphosis,
morphè e metamòrphosis, rivelando tutta la complessità arricchente di questo termine che
si protrae da forma a trasformazione, a metamorfosi, a forma in transizione di sviluppo,
che deve essere duttile, malleabile, fragile, dinamica, variabile, differente.
La materia diventa in tal modo campo d’azione per una sperimentazione continua e
curiosa, che verte sulla fibra di ceramica, sulle fascette, sul legno, sul silicone, sull’acciaio,
sull’alluminio, sulla corda, sul rame e sul ferro. L’artista in questa fase di creazione
dell’opera si pone in un atteggiamento di ascolto e di sincero rispetto verso la materia, che
la chiama a gran voce a compiere un viaggio interiore, durante il quale nasce un rapporto
viscerale, connaturato tra opera e artista, un legame di pura energia, che ricerca uno
spazio di vuoto e silenzio intorno a sé.
L’arte di Barbara Grossato si distingue per la sostanza pragmatica e fisica del processo
creativo, che non viene mai standardizzato, ma anzi brama inedite strade. Un lavoro che è
essenzialmente manualità, gesto creativo, che indaga sì la natura, ma intesa come
l’elemento primo, l’archetipo in termini filosofici e astratti alla base del quale tutto si può
condensare, dove tutto si tramuta in ente, ciò che è. Il fare artigianale delle sue dita
rimanda tanto a un’arte antica, di bottega medievale, quanto al movimento inglese delle
Arts & Crafts di William Morris, che si snoda verso l’essenza della natura, dell’invisibile che
si cela agli occhi. Mani e dita si muovono con destrezza, chiamando a gran voce l’esigenza
di una manualità, che si arricchisce di un’espressività istintiva ed emozionale, che la lega al
tempo del hic et nunc (qui ed ora).
Barbara Grossato con una metamorfosi filiforme e metallica narra una storia concepita tra
le sue dita e, come una moderna Moira, con pàthos ed equilibrio manipola e tesse,
plasmando irrimediabilmente connessioni tra le mani, la testa e il cuore, per poi, quando la
materia ha preso la forma richiesta, infine tagliare anche l’ultimo filo.
La mostra “Morphosis tra Materia e Coscienza” di Barbara Grossato vuole costruire, come
nelle sue opere, aperti dialoghi e infinite connessioni tra coscienze, pensieri filosofici e le
arti, individuando la profondità espressiva del processo creativo gestuale, che si ripete
mille e più volte e cerca l’archetipo essenziale di ogni cosa attraverso la materia viva e
modellabile.
Chiara Medolago
